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4 - 12.03.2017

SOVRUMANI SILENZI E PROFONDISSIMA QUIETE - Festival dei Giardini 2017

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SOVRUMANI SILENZI E PROFONDISSIMA QUIETE – Festival dei Giardini 2017

G3-PROGETTO2

PAD 4
GIARDINO n.3 – stand 8
SOVRUMANI SILENZI E PROFONDISSIMA QUIETE

Arbolé
www.arbole.it
facebook @arbolestudiodelpaesaggio
impresa realizzatrice e progettazione

All_Led
www.all-led.it
realizzazione impianto luci

progettazione:
FedericoTalice
www.arbole.it
federico@arbole.it
Fb @arbolestudiodelpaesaggio

Pierluca Tondo
www.pierlucatondo.com
info@pierlucatondo.com

Sponsor:

Zanutta
www.zanuttaspa.it

Tecnovivai
www.tecnovivai.it

L I L I G U T T S T U D I O
www.liligutt.com
Progetto grafico

Delbello light
facebook @delbellolight

Grigolin
www.fornacigrigolin.it

Zankl vernici
www.zankl.it

IlPaneQuotidiano
www.ilpanequotidiano.com

Zinelli&Perizzi
www.zinellieperizzi.it

 

PRESENTAZIONE

Duecento anni fa Giacomo Leopardi, appena ventenne, scrisse L’infinito fantasticando su cosa ci fosse oltre la celebre siepe che, se è proprio lei, si può raggiungere anche oggi tramite un sentiero che s’arrampica per il Monte Tabor a Recanati.

Il poeta si concesse un momento per sé, si sedette e fissando lo sguardo contro la barriera verde seppe superarla, o sfondarla o spalancarla, trovando «interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi e profondissima quiete».

Insomma, il giovane favoloso nel pensier si finse un vero e proprio idillio: un qualcosa di perfetto e prezioso, personale e insieme universale. Universale, cioè collettivo e senza tempo, perché passati due secoli noi tutti siamo ancora alla ricerca del nostro dolce mare nel quale naufragare.

Come riuscirci nel frenetico frastuono della città contemporanea? Scavando un cunicolo che ci consenta di scoprire una dimensione alternativa, di sceglierla. L’installazione di Arbolé è quindi un’opportunità: percorso un tunnel, lasciata la rumorosa e grigia routine alle spalle, si giunge a una porta con uno spioncino che si fa spiraglio…

…spiraglio per un mondo verde, idillico ma vero, che coincide con una pausa che è sempre possibile, se lo vogliamo, se riusciamo a comprendere che anche nel contesto urbano ci può essere spazio per «sovrumani silenzi e profondissima quiete». Perché è la poesia stessa a essere possibile, e l’uomo ne diviene il protagonista spensierato proprio perché essere pensante, essere fantasticante su cosa ci sia di là dalla siepe.

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo
orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare

APPROFONDIMENTI

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